ABORTO: “LA CATTOLICA IRLANDA DICE SI”

ABORTO: “LA CATTOLICA IRLANDA DICE SI”

access_time 7 mesi ago chat_bubble_outline 0 comments

Il Paese ha praticamente detto sì all’abrogazione dell’articolo 8 della Costituzione che finora di fatto vietava alle donne la possibilità di abortire, salvo circostanze eccezionali.

Secondo l’exit poll diffuso a seggi chiusi dalla tv pubblica Rte i voti favorevoli sarebbero stati pari al 68%, i contrari pari al 32%. I risultati ufficiali definitivi sono ancora attesi.

L’Irlanda, terra di secolari tradizioni cattoliche incamminata dietro il resto d’Europa verso la secolarizzazione, ha deciso sull’aborto libero in un referendum che ha diviso la sua gente.

I 6.500 seggi sono stati aperti alle 7 locali per chiudere alle 22 (le 23 in Italia). Il risultato ufficiale arriverà in giornata. Ma quello di ieri è stato un giorno storico, in cui i circa 3,3 milioni di elettori, si sono affrontati su un tema che ha lacerato la coscienza nazionale, il tessuto sociale e la tradizione religiosa di un popolo.

Tutto deciso da un quesito secco, dall’alternativa sulle schede fra un sì e un no in gaelico e in inglese: “ta o nil”, “yes” o “no”.

Agli irlandesi è stato infatti chiesto se abrogare un articolo della Costituzione, meglio noto come ottavo emendamento: un tassello aggiunto nel 1983, che di fatto rendeva praticamente sempre illegale l’aborto, anche per quei casi estremi come lo stupro, l’incesto. L’unica condizione che permetteva l’accesso a tale pratica era la presenza del reale pericolo di vita per la donna.

Il premier liberale, Leo Varadkar ha promesso una legge che non preveda restrizioni fino a 12 settimane di gestazione e, in caso di donne con problemi di salute, fino a 24. Dopo questo periodo, l’interruzione sarebbe concessa solo in caso di anomalie del feto o rischi gravi per la salute della gestante.

Tra tutti i Paesi dell’Europa, soltanto a Malta l’aborto è completamente illegale, mentre in Polonia e Finlandia è permesso in caso di incesto o stupro. Dopo questa “storica giornata”, il futuro è già ipotizzabile.

 

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