ARGENTINA: “NESSUNA COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA. IL SENATO BOCCIA IL DISEGNO DI LEGGE SULLA LEGALIZZAZIONE DELL’ABORTO”.

ARGENTINA: “NESSUNA COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA. IL SENATO BOCCIA IL DISEGNO DI LEGGE SULLA LEGALIZZAZIONE DELL’ABORTO”.

access_time 3 mesi ago

I senatori argentini hanno respinto la proposta per la legalizzazione dell’aborto, mettendo fine alle speranze delle organizzazioni femministe, anche se il disegno di legge era stato approvato a giugno dalla Camera dei deputati. Al termine di un dibattito durato 16 ore, 38 senatori hanno detto “NO” al testo che prevedeva l’interruzione volontaria della gravidanza durante le prime 14 settimane, 31 hanno votato a favore e 2 si sono astenuti.

L’arcivescovo di Buenos Aires, Mario Poli, giorni fa si era espresso in questi termini: «il disegno di legge mette degli esseri umani indifesi e vulnerabili che si trovano in gestazione in una strada senza uscita, senza possibilità di difendersi, senza giudizio né processo».

Il presidente Mauricio Macri, dal canto suo, aveva incoraggiato il parlamento a discutere la questione, nonostante si fosse detto personalmente “a favore della vita”. «Non importa quale sarà il risultato», ha twittato Macri, «Oggi vince la democrazia», incoraggiando gli argentini ad accettare chi la pensa in modo diverso.

Attualmente l’Argentina consente di interrompere una gravidanza solo in caso di stupro o rischio per la vita della madre. La nuova legislazione avrebbe permesso alle donne di abortire negli ospedali pubblici gratuitamente fino alla 14esima settimana. In base alla legge argentina, con il “NO” del Senato tali proposte non potranno più essere presentate al Congresso per un anno, ossia fino al 2019, quando terminerà l’attuale legislatura.

Riprendendo le parole di Papa Francesco, è possibile asserire con grande gioia: nessuna «colonizzazione ideologica». Il Fondo Monetario Internazionale, talora, ispiratore e promotore di questi provvedimenti legislativi per la questione del controllo delle nascite nei paesi poveri questa volta non ha ottenuto il risultato sperato e soprattutto non è riuscito a strumentalizzare le disavventure delle persone bisognose per fini utilitaristici.

 

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