“DRONI SALVAVITA”

“DRONI SALVAVITA”

access_time 1 anno ago

«Ragazzino di otto anni morso da un cane. Bambino di due anni affetto da anemia severa. Madre di 24 anni colta da grave emorragia durante il parto».

Notizie come queste si sono registrate su un database di emergenza sanitaria durante la visita di Keller Rinaudo in Tanzania nel 2014.

L’amministratore delegato e cofondatóre di Zipline, società che gestisce livello internazionale un sistema di erogazione di farmaci urgenti e sacche di sangue, venne a conoscenza di tale situazione mentre si trovava in uno studio dell’Ifakara Health Institute, un’organizzazione di ricerca sanitaria che opera in vari settori, tra i quali quello della malaria e dell’HIV, per visionare un database creato con lo scopo di tracciare le emergenze mediche sul territorio nazionale. Questo procedimento permetteva agli operatori sanitari, in caso di necessità, di inviare un messaggio di testo contenente le dovute indicazioni, il tipo e la quantità delle sacche di sangue o di qualsiasi altra furnitura medica occorrente. La difficoltà maggiore consisteva nel fatto che, mentre l’archivio elettronico raccoglieva le informazioni in tempo reale sui pazienti in condizioni critiche o addirittura in taluni casi in pericolo di vita, il terreno accidentato e lo scarso sistema di approvvigionamento presente in Africa Orientale hanno spesso impedito di fornire un’assistenza tempestiva. Si trattava di un vero e proprio database di morte.

Quel viaggio in Tanzania ha spinto la Zipline ad investire i successivi tre anni nella costruzione di ciò che definirono “l’altra metà del sistema”, ovvero quello che in presenza di un’emergenza consente di inviare tempestivamente il prodotto necessario per salvare la vita della persona.

Il Governo Tanzano ha annunciato che a partire dai primi mesi del 2018, la nazione comincerà ad utilizzare i droni per la consegna a domicilio di sangue, vaccini, farmaci e altre forniture.

Lo scorso autunno, la medesima azienda ha fornito 15 droni a 21 cliniche di un paese limitrofo più piccolo, il Ruanda. L’operazione di consegna prevista per la Tanzania sarebbe la più vasta del mondo, si tratta di 120 droni disribuiti in quattro basi al servizio di 10 milioni di persone e pronti a far fronte alle esigenze di 1000 cliniche in tutto il paese. I droni elettrici dal peso di 13 chilogrammi volano alla velocità di 110 chilometri orari. Il servizio prevede gli stessi costi effettuati precedentemente per la consegna dei medesimi materiali attraverso i veicoli stradali tradizionali. Il primo atto di consegna ufficiale in collaborazione con il Ministero della Salute del Paese è previsto nella capitale Dodoma, nel mese di gennaio. Tre ulteriori centri di distribuzione saranno aggiunti nell’area nord occidentale del paese e nel sud entro lo stesso anno.

Ecco come funzionerà nello specifico il sistema. Il tutto si svolgerà in cinque semplici fasi: 1) Ordine. Per mezzo di un messaggio di testo gli operatori sanitari delle cliniche e degli ospedali distanti invieranno alle basi di Zipline presenti nei punti strategici del territorio la richiesta riguardante i prodotti medici necessari. 2) Imballaggio. Questi articoli verranno confezionati in pochi minuti e preparati per il volo, garantendo le giuste condizioni e l’integrità del prodotto. 3) Decollo. Il personale sanitario interessato riceverà la conferma non appena il loro ordine  sarà partito. 4) Consegna. Verrà notificata tramite SMS. I prodotti medici saranno rilasciati in una zona designata tramite un piccolo paracadute. 5) Recupero. I droni faranno ritorno nel centro di distribuzione di Zipline dove li attenderà un pit-stop per sottoporsi alla sostituzione delle batterie e ad un rapido controllo generale. Dopo soli cinque minuti potrà infatti decollare nuovamente, consentendo ad ogni centro di effettuare fino a 500 voli al giorno. Con queste procedure, le consegne che col sistema tradizionale di trasporto richiedono in genere molte ore di strada potranno essere adempiute in pochi minuti.

Ovviamente, questo sistema non copre tutti i trasporti clinici. I suoi veicoli attualmente sono  progettati per compiere solo voli unidirezionali. Tuttavia, se tutto andrà per il meglio, i servizi bidirezionali, importanti per esempio per il trasporto dei campioni di laboratorio di diagnostica, potrà avvenire in futuro. Attualmente il fine è quello di provvedere innazitutto alle situazioni d’emergenza.

Di tutta questa faccenda è bello sottolineare però, oltre la finalità palesemente nobile, il totale rovescio di quel paradigma secondo cui l’evoluzione tecnologica proverrebbe sempre dai paesi dominanti. Difatti, mentre in questi ultimi tali mezzi vengono utilizzati per compiere attività di spionaggio, per sganciare le bombe o, bene che vada, per semplici hobby quali la fotografia e le riprese aeree, qui si riesce a comprendere come il senso pieno della tecnologia, presente già da tempo nello scenario internazionale, questa volta trova il suo senso pieno in Africa, terra povera e sventurata. Si tratta di semplice casualità o ci sarà un motivo?

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