ECOLOGIA: ANCHE I FIUMI HANNO UNA PERSONALITÀ

ECOLOGIA: ANCHE I FIUMI HANNO UNA PERSONALITÀ

access_time 2 anni ago

I Māori in Nuova Zelanda sono riusciti ad ottenere all’interno del Parlamento il riconoscimento del fiume Whanganui come persona giuridica.

Si tratta del terzo fiume più lungo del paese, conosciuto anche come “Te Awa Tupua”, protagonista del contenzioso giuridico più lungo di questa terra durato 170 anni, che riesce a strappare un altro primato.

«Non abbiamo cambiato la visione del mondo, ma le persone stanno comprendendo sempre di più il nostro modo di guardarlo» sostiene Adrian Rurawhe, membro Māori del Parlamento. Il fiume sarà rappresentato sul piano legale da due garanti di cui uno sarà nominato dalla comunità Māori dei Whanganui Iwi e l’altro da parte del Governo. Lo scopo è quello di difenderne i diritti a partire da quello ambientale.

Il provvedimento, discusso e messo da parte numerose volte, prevede anche 80 milioni di dollari neozelandesi a titolo di risarcimento finanziario e 30 milioni da investire per il miglioramento del contesto ambientale, sociale e culturale del Te Awa Tupua.

Quello della “personalità fluviale” è un concetto ancora non presente nei sistemi giuridici occidentali. Per il Governo Neozelandese, il Te Awa Tupua ora potrà godere di una propria personalità giuridica con tutti i corrispondenti diritti e le responsabilità che competono a questo status. Non essendo una persona fisica al fiume ovviamente non viene attribuito alcun genere, non spettano diritti quali il voto e non può essere accusato di omicidio se qualcuno dovesse annegare in esso. Dovrà invece essere sottoposto agli oneri fiscali per non essere considerato illegittimo o sanzionato.

«So che inizialmente ad alcune persone potrebbe apparire abbastanza strano attribuire ad una risorsa naturale la personalità giuridica. Ma tale situazione non è poi così diversa dagli altri trust, quali associazioni, fondazioni o società», ha detto il Ministro Chris Finlayson, mediatore del provvedimento.

Subito dopo l’approvazione della legge, è stato intonata da alcuni membri una “waiata”. Si tratta di un canto Māori eseguito solo in occasione degli eventi importanti.

Senza dubbio una bella vittoria della comunità autoctona neozelandese. Occorre dire effettivamente che in un ordinamento giuridico di matrice anglosassone i rappresentanti Māori incidono ancora, apportando un equilibrio che tiene conto della loro cultura, la quale valorizza in casi come quello presente, il senso di civiltà e il bene comune. L’ecologia resta a buon ragione ancora una priorità del paese. Dopo aver preso la decisione di non permettere l’ingresso nelle acque territoriali nazionali alle navi che trasportano armamenti nucleari, questo riconoscimento ha tutte le carte in regola per poter conseguire degli effetti altrettanto positivi a favore della tutela ambientale. Difatti la protezione di una parte del patrimonio naturale, di cui nessuno diventa vero e proprio proprietario, conduce ad una gestione fiduciaria prevista dallo Stato, vincolata e responsabilizzata di un bene che rimane pur sempre collettivo.

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