“FATTI DI BIOETICA” COMPIE UN ANNO. PARLA SAMUEL PISANI, FONDATORE DEL SITO WEB

“FATTI DI BIOETICA” COMPIE UN ANNO. PARLA SAMUEL PISANI, FONDATORE DEL SITO WEB

access_time 9 mesi ago

di Lorenzo Lumini

“Fatti di Bioetica”, una storia di 365 giorni, un centinaio di articoli pubblicati, diversi visitatori e soprattutto un consenso significativo. Una realtà che acquisisce giorno dopo giorno sempre maggiore considerazione. Alla guida di questo mezzo, Samuel Pisani, Teologo e Bioeticista, nella scomoda ma interessante posizione di chi deve stabilire in tempo la direzione da seguire su argomenti ostici. 

Qual è oggi il punto di forza di un sito così innovativo?

«Ringrazio innanzitutto vivamente per la descrizione espletata, forse eccessivamente generosa. Io non parlerei di “punto di forza”. Si tratta di un mezzo che ha sicuramente la peculiarità di essere dotato di una profonda trasparenza e il “vantaggio” di trattare tematiche che chiamano in causa ogni uomo, da cui conseguono interrogativi complessi. Il sito cerca di farsene interprete e di offrire spunti di riflessione volti a tutelare la persona».

Quali sono le difficoltà da superare per avvicinare i lettori ad argomenti di un certo spessore come quelli trattati dalla bioetica?

«Devo dire che ho incontrato delle difficoltà all’inizio di questo percorso. Avevo creato una realtà ma la sua vera identità si è manifestata pienamente col tempo. A distanza di un anno, posso dire che “Fatti di Bioetica” segue una determinata logica nella scelta dei contenuti coerentemente ad una chiara progettualità. Sappiamo tutti che la bioetica ha un carattere interdisciplinare. I termini utilizzati spesso provengono dal panorama medico, biologico o giuridico. Dunque l’intento è quello di non cadere in tecnicismi, rifuggendo la possibilità di svilire o minimizzare gli argomenti, spiegando e analizzando i termini specifici presenti senza sacrificarli, provocando in questo modo una serie di interrogativi nei diciottenni così come negli adulti, evitando di cadere in catastrofismi scontati e soprattutto cercando di evidenziare gli aspetti positivi nella stessa maniera di quanto avviene per quelli considerati negativi».

Come è iniziato tutto?

«In realtà mi sono reso conto che non era presente un sito web esclusivamente dedicato alla bioetica nelle sue più ampie sfaccettature. Esisteva qualcosa che faceva riferimento solo all’inizio o al fine vita. Invece rientrano in questo campo la robotica, l’intelligenza artificiale, gli OGM, L’ecologia, le neuroscienze, le nuove tecnologie, il biodiritto e tanto altro ancora. Dunque ho visto un vuoto ed ho pensato di iniziare a riempirlo. La cosa eccezionale consiste nel fatto che per farlo mi sono rivolto agli amici di una vita. Uno è Francesco Molinaro, che ha messo in piedi il sito, mi ha istruito sull’utilizzo dello stesso e ancora oggi ne cura la parte tecnica, l’altro si chiama Andrea Boasi, che si è occupato del logo, molto significativo ed evocativo. Non potevo fare una scelta migliore».

È nota anche la relazione ormai consolidata con il mondo cattolico Toscano. Quando è cominciata?

«Vivo e lavoro in Toscana da quattro anni. È una terra che riesce a captare le novità, a promuoverle e supportarle nel migliore dei modi. È importante fare rete con le realtà operanti sul territorio. Il sito attualmente collabora con le varie Diocesi, testate cattoliche, movimenti e associazioni che lavorano in questo contesto in uno spirito di servizio, rispetto e cooperazione. Devo dire però che resta sempre vivo anche il legame viscerale con la mia terra d’origine, la Calabria, che mi ha preparato ad affrontare un percorso del genere».

Oltre agli articoli, nel sito si trovano recensioni di libri e film che trattano temi etici abbastanza caldi. Qual è lo scopo di questa intuizione?

«Il fatto è che ho notato una sorta di pregiudizio nei confronti degli strumenti che trattano simili argomenti, i quali vengono erroneamente definiti “di nicchia”. Allora ho pensato di offrire, grazie alla collaborazione offerta da persone competenti, per mezzo delle recensioni di libri e film, ma anche tramite pubblicazioni di eventi dislocati sul territorio nazionale, la possibilità di prendere maggiore consapevolezza di questa realtà, che addirittura non è vicina ma ci appartiene dal momento che si parla di noi, attraverso modalità accessibili a tutti».

Tutto chiaro. Siamo giunti al termine. Auguri per questo primo e importante traguardo. Complimenti per la perspicacia e la dedizione mostrata.

«Grazie della chiacchierata».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

content_copyCategorized under