FIDGET SPINNER: UTILITÀ, TENDENZA E CONTROVERSIA

FIDGET SPINNER: UTILITÀ, TENDENZA E CONTROVERSIA

access_time 2 anni ago

Il giocattolo più utilizzato e discusso del momento si chiama: «Fidget Spinner». Si tratta di un piccolo dispositivo dotato di un cuscinetto centrale da tenere tra le dita che permette la rotazione dello stesso attorno all’asse principale. Ideato nel 1993 da Catherine A. Hettinger, donna stutunitense affetta da una malattia neuromuscolare, la miastenia gravis, brevettato nel 1997 e rilanciato qualche anno fa dal professor Kenneth Brecher della Boston University, è stato inizialmente promosso soprattutto con l’intento di diminuire lo stress, contrastare l’iperattività e l’ansia, facilitare l’attenzione e la concentrazione. Attualmente, al centro di ampie critiche per il forte utilizzo che se ne fa all’interno delle aule scolastiche di tutto il paese e per i dubbi sorti sull’effettivo raggiungimento degli obiettivi reali dell’oggetto in questione.

Il gioco, secondo le recensioni degli utenti, offre un’esperienza sensoriale piacevole anche se si è reso protagonista di una varietà di video su YouTube riguardanti i vari utilizzi che se ne possono fare, alcuni dei quali assolutamente inopportuni.

Indipendentemente dalla sua utilità, ha comunque scatenato una dibattito sui livelli di attenzione presenti nei ragazzi e sulle eventuali procedure da adottare riguardo la concentrazione. 

Una nuova tendenza

Sebbene alcuni produttori si appropriarono dell’idea a partire dal 2005 per il mancato rinnovamento del brevetto da parte dell’originaria progettista, il fenomeno è emerso improvvisamente solo nella presente primavera e ora sembra proprio di non poterne fare quasi a meno. Prima del dicembre 2016 le parole “fidget spinner” su Google erano praticamente inesistenti. Ora, gli insegnanti stanno pubblicando continuamente le loro frustrazioni riguardo agli studenti ossessionati da questo strumento su Twitter, mentre i giocattoli godono anche di un proprio forum su Reddit.

La maggior parte delle controversie che circolano intorno ai gadget sono partite dalle scuole che li bandiscono dalle aule. Negli Stati Uniti, luogo di provenienza di questi aggeggi, il dirigente di una scuola elementare di Evanston, Illinois, Kate Ellison, ha dichiarato al Chicago Tribune che «lo spinner si è rivelato un vero e proprio elemento di distrazione nelle aule, e i bambini con esigenze particolari hanno altre opzioni scolastiche per far fronte ai disturbi dell’attenzione».

Mentre l’elenco delle scuole che li vieta sembra essere in crescita, qualche esperto, come riportato dal quotidiano The Washington Post, si dice deluso: «Questi piccoli gadget dovrebbero essere chiamati strumenti, non giocattoli, e possono essere parte di una strategia di successo per gestire il comportamento laddove introdotti come una porzione ordinaria della cultura in classe», ha affermato Claire Heffron, un terapista pediatrico di Cleveland.

Questioni etiche

Non c’è dubbio che i passatempo che includono il movimento possono apportare dei benefici. I terapisti spesso usano giochi sensoriali come i dischi tattili, le palline di Koosh e persino plastilina, das o argilla per fornire degli input a coloro che hanno problemi di elaborazione sensoriale. Uno studio del 2015 pubblicato nel Journal of Abnormal Child Psicology ha esaminato dei soggetti che vanno dagli 8 ai 12 anni afflitti da sindrome da deficit di attenzione e iperattività. I ricercatori hanno scoperto che i movimenti di coloro che hanno partecipato all’attività motoria grossolana, quella cioè che chiama in causa gli arti e le notevoli parti del corpo, sono risultati migliori rispetto a quelli di chi è rimasto seduto durante i compiti che richiedevano l’impiego della sola memoria di lavoro, utilizzata per elaborare le informazioni in entrata.

Tuttavia, senza studi che riguardano in modo specifico il fidget spinner, è impossibile dire se tale dispositivo potrebbe essere realmente utile per il raggiungimento degli obiettivi per i quali è nato. Finora la certezza è che i piccoli giocattoli non stimolano particolarmente il movimento, importante, oltre al resto, per l’aumento dell’attività nelle aree cerebrali frontali e prefrontali, responsabili del mantenimento dell’attenzione. Per non parlare poi del fatto che questi congegni così concepiti, risultano essere visibilmente eccessivi per colori, proprietà e dimensioni, rischiando di catturare l’attenzione anziché favorirla.

Infine, quello che fa specie è che la tattica di spacciarlo come strumento terapeutico, per quanto intuibile, è riuscita invece a scatenare l’effetto sorpresa nei genitori ancor più che nei bambini, raggiungendo senza problemi il vero scopo: la popolarità. Il tutto gratifica sicuramente i produttori e i venditori. Ciò non toglie che si tratta di un mezzo ludico, al momento poco costoso, che non lascia un granché oltre la speranza di non dover pagare a sorpresa gli interessi.

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