FINE VITA: “LA MEDIOCRITÀ DELLA MORTE”

FINE VITA: “LA MEDIOCRITÀ DELLA MORTE”

access_time 2 anni ago

Le morti avvenute per eutanasia, secondo l’ultima relazione del 2016 pubblicata dai Comitati di revisione dell’Eutanasia Regionale (RTE) dei Paesi Bassi, sono aumentate del 10%. 

Si rileva un certo aumento rispetto ai 5.516 pazienti di cui si faceva menzione nel dossier del 2015. I numeri dell’attuale documento indicano difatti che i pazienti sui quali lo scorso anno è stata applicata la “dolce morte” è salito ulteriormente. I soggetti coinvolti sono stati 6.091.

Il maggior numero di richieste viene da persone con il cancro, gravi problemi cardiaci, polmonari o malattie del sistema nervoso come la SLA. 

Sono presenti 32 casi di suicidio assistito riguardanti persone con demenza, la maggior parte dei quali erano nelle prime fasi della malattia. Inoltre, se ne citano altri 60 che hanno visto il coinvolgimento di persone con gravi problemi psichiatrici. Quattro in più rispetto al 2015. 

Il comitato ha riscontrato che in 10 situazioni particolari il “medico esecutivo” non ha rispettato la dovuta diligenza e in alcuni di questi contesti sono sorte delle preoccupazioni sul fatto che il medico interessato abbia probabilmente potuto assolvere inadeguatamente i requisiti del consenso informato, necessari per l’attivazione della procedura.

Molti statisti sanitari nutrono dei dubbi sull’affidabilità dei criteri adottati dal Comitato nei processi di revisione e alcuni suggeriscono di presentare le denunce direttamente alla Corte Suprema.

I dati riportati impongono una riflessione seria sul cambiamento repentino che questa pratica ha subito nel corso degli anni.

Sarebbe opportuno chiedersi se tutto dipende solo da un mutamento culturale e sociale rispetto alla vicenda o piuttosto se le strutture che applicano tale procedimento, accorgendosi dei profitti, abbiano deciso di renderlo a tutti gli effetti una sorta di “investimento” dal momento che le stesse statistiche mettono in evidenza l’inopportuna e impropria applicazione di questo sistema in taluni casi riportati. I dati sembrerebbero già contenere di per sè una risposta, che però “disgraziatamente o intenzionalmente non viene colta”. Tuttavia, un’indicazione appare immediatamente percepibile e innegabile: “la mediocrità di cui il concetto di morte è intriso”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

content_copyCategorized under