IN ARRIVO GLI “EMBRIOIDI” RICAVABILI DALLE CELLULE STAMINALI

IN ARRIVO GLI “EMBRIOIDI” RICAVABILI DALLE CELLULE STAMINALI

access_time 1 anno ago

Secondo la MIT Technology Review, alcuni scienziati sono riusciti a ricavare strutture embriologiche dalle cellule staminali.

«Questi “embrioidi” sono sufficientemente realistici da indurre il laboratorio a distruggerli dopo 5 giorni. È in corso un boom della ricerca sugli organoidi, mucchietti di cellule generate da cellule staminali simili a porzioni di cervello, polmoni o intestini».

Questa tecnologia emergente è stata definita “embriologia sintetica”.

«La possibilità di produrre embrioidi, associata a gene editing, optogenetica, microscopi ad alta velocità, sta già permettendo lo studio degli effetti di svariati farmaci sugli embrioni, da quelli che possono generare difetti di nascita a quelli capaci di favorire una gravidanza, o produrre materiale per futuri organi creati in laboratorio».

Per alcuni si tratta cioè della possibilità di studiare un momento dell’embrione umano altrimenti difficile da esaminare. Altri ancora la interpretano come un’opportunità eugenetica.

Deborah Gumicio, biologa dell’Università del Michigan, sostiene che: «mancano loro alcune tipologie di cellule fondamentali quali i trofoblasti, responsabili della creazione della placenta, e tre tipi chiave di cellule necessarie alla creazione di un corpo completo».

Dunque non si può parlare di embrione a tutti gli effetti.

Attualmente il limite previsto per lo studio sugli embrioni nella maggior parte dei paesi è quello definito dal Rapporto Warnock, ovvero i 14 giorni sanciti dalla comparsa della stria primitiva, la quale decreterebbe l’inizio di una certa forma di consapevolezza e percezione.

Ora, lasciando per un momento da parte la credibilità e l’opinabilità di una simile posizione, dal momento che non si tratta di un embrione copiuto, occorreranno forse delle misure etiche specifiche per regolamentare questo nuovo tipo di procedure? Chi e attraverso quali criteri decide la persistenza delle caratteristiche artificiali? E quindi, in quale preciso istante queste lasciano il posto a quelle oggettivamente naturali?

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