NEUROTECNOLOGIA: “LIBERTÀ IN PERICOLO? RAFFORZARE I DIRITTI UMANI”

NEUROTECNOLOGIA: “LIBERTÀ IN PERICOLO? RAFFORZARE I DIRITTI UMANI”

access_time 1 anno ago

Sono state presentate dai ricercatori svizzeri nella rivista Life Sciences, Society and Policy nuove proposte da inserire nei diritti umani al fine di farsi trovare pronti dinnanzi al progresso della neurotecnologia che sempre di più potrebbe mettere in serio pericolo la “libertà della mente umana” (pdf).

Gli autori suggeriscono quattro nuovi diritti umani per scansare un potenziale sfruttamento e una presumibile violazione della vita privata delle persone: «il diritto alla libertà cognitiva, il diritto alla privacy mentale, il diritto all’integrità mentale e il diritto alla continuità psicologica».

Il co-autore Marcello Ienca dell’Università di Basilea afferma: «La mente è considerata l’ultimo rifugio della libertà personale e dell’autodeterminazione, ma i progressi dell’ingegneria neurale e della neurotecnologia hanno messo a repentaglio la libertà della mente. Le nostre proposte concederebbero alle persone il diritto di rifiutare gli aspetti coercitivi e invasivi, proteggere la riservatezza dei dati raccolti dalla neurotecnologia tutelando i tratti fisici e psicologici della mente da eventuali danni derivabili dall’uso improprio degli strumenti resi disponibili».

Gli ultimi progressi avvenuti sopratutto nello sviluppo di interfacce cervello-computer, hanno portato molti di questi dispositivi ad allontanarsi di tanto in tanto da un ambiente clinico. Nasce la reale preoccupazione di un eventuale abuso della tecnologia che in casi come questi potrebbe addirittura trasformarsi in una minaccia senza precedenti per la libertà personale degli individui.

Con il miglioramento di questa branca che sta diventando sempre di più ordinaria, aumentano anche le possibilità di subire attacchi da terze parti che avrebbero l’opportunità di “sbirciare” nella mente dei soggetti interessati. Questo metterebbe l’utente in seria difficoltà soprattutto in relazione alle immaginabili conseguenze. Ci sono inoltre perplessità etiche e legali sulla protezione dei dati generati da questi dispositivi che devono quantomeno essere prese in considerazione.

Al contrario di ciò che avviene per i progressi compiuti nell’ambito della biomedicina, i quali si intrecciano spesso in maniera positiva con la normativa internazionale, occorre prendere atto che attualmente gli ordinamenti basati sui diritti umani non fanno alcuna menzione specifica delle neuroscienze.

Dunque quello che è già avvenututo storicamente per la “rivoluzione genetica”, è destinato a ripetersi in questo contesto. Gli autori affermano che la “neuro-rivoluzione” in atto deve portare ad un’opportuna riesaminazione delle leggi relative ai diritti umani, sottolineando inoltre l’esigenza di inserirne alcuni totalmente nuovi.

Marcello Ienca aggiunge: «La fantascienza ci può insegnare molto sulle potenziali minacce della tecnologia. La stessa neurotecnologia protagonista di storie famose è già in alcuni casi diventata una realtà, mentre altri dispositivi ad essa correlati si avvicinano sempre di più a quest’ultima o esistono già come prototipi militari e commerciali. Urge perciò una preparazione per affrontare nel miglior modo possibile l’impatto che questi mezzi avranno sulla nostra libertà personale».

Queste dichiarazioni gettano un raggio di luce su quella che è la condotta da mantenere in campi come quello sopra descritto. Il punto non è arrestare il progresso tecnologico, bensì potenziarlo pienamente con lo scopo primario di favorire l’uomo. Anzi, dal momento che ogni innovazione scientifica contiene in sè aspetti positivi e negativi, si denuncia solo con urgenza la necessità imminente di prepararsi alle possibili conseguenze avverse che potrebbero ledere la persona umana nel suo profondo, senza l’esclusione totale dell’innovazione, non correndo in questo modo il rischio di eliminare anche i profili favorevoli ottenibili in questo campo d’indagine.

Una lavoro doveroso che mette in rilevanza il forte senso di responsabilità presente anche all’interno di varie realtà che esercitano nell’ampio campo della ricerca scientifica.

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