PAPA FRANCESCO AL COMITATO NAZIONALE PER LA BIOSICUREZZA: “CUSTODIRE…NON SOLO COLTIVARE”

PAPA FRANCESCO AL COMITATO NAZIONALE PER LA BIOSICUREZZA: “CUSTODIRE…NON SOLO COLTIVARE”

access_time 1 anno ago

Lo scorso lunedì, Papa Francesco ha ricevuto in udienza i rappresentati del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita (CNBBSV), precedentemente chiamato “Comitato Scientifico per i rischi derivanti dall’impiego di agenti biologici”, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri venticinque anni fa.

La finalità dello stesso è quella di sostenere il Governo nelle decisioni da prendere nei settori scientifici, economici e sociali che riguardano le biotecnologie e le scienze della vita, assicurando nello stesso tempo l’organizzazione, l’equilibrio ed il compimento dei programmi, dei progetti e delle mansioni dei Ministeri, degli Enti e degli Organismi pubblici e privati che esercitano in questo ambito al fine di assicurare azioni condivise.

Il Pontefice dopo aver espresso il proprio apprezzamento nei confronti dello stesso Comitato per il lavoro svolto in questi anni, sottolineando soprattutto l’importanza del tipo di tematiche affrontate riguardanti l’uomo nella sua totalità come essere singolo ma pur sempre in relazione, invita a riflettere su due principi, quello della “coltivazione” e quello della “custodia” presenti in Genesi e riproposti al n.67 dell’enciclica “ Laudato Si’ ”:

«Mentre “coltivare” significa arare o lavorare un terreno, “custodire” vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura. Il vostro compito è non solo quello di promuovere lo sviluppo armonico ed integrato della ricerca scientifica e tecnologica che riguarda i processi biologici della vita vegetale, animale e umana; a voi è anche chiesto di prevedere e prevenire le conseguenze negative che può provocare un uso distorto delle conoscenze e delle capacità di manipolazione della vita». 

Richiama inoltre la concezione attraverso la quale il filosofo e teologo Romano Guradini nel testo “La fine dell’epoca moderna” invitava a riflettere sul vero senso del potere e della tecnica, rievocando un ritorno imminente alla persona:

«Lo scienziato, come il tecnologo, è chiamato a “sapere” e “saper fare” con sempre maggiore precisione e creatività nel campo di sua competenza e, nello stesso tempo, a prendere decisioni responsabili sui passi da compiere e su quelli di fronte ai quali fermarsi e imboccare una strada diversa. Il principio di responsabilità è un cardine imprescindibile dell’agire dell’uomo, che dei propri atti e delle proprie omissioni deve rispondere di fronte a sé stesso, agli altri e ultimamente a Dio. Le tecnologie, ancora più delle scienze, mettono nelle mani dell’uomo un potere enorme e crescente. Il rischio grave è quello che i cittadini, e talvolta anche coloro che li rappresentano e li governano, non avvertano pienamente la serietà delle sfide che si presentano, la complessità dei problemi da risolvere, e il pericolo di usare male la potenza che le scienze e le tecnologie della vita mettono nelle nostre mani».

L’idea principale verte sul fatto che il modo di vivere oggi appare fortemente influenzato dai legami intessuti tra le autorità economiche e tecnologiche a svantaggio dei più deboli. È sicuramente difficile mirare ad una compattezza tra le varie istanze produttive, etiche, sociali, economiche e politiche, tuttavia auspicabile per lo sviluppo di un solido senso civile.

Al termine Francesco conclude il discorso con il monito:

«Le scienze e le tecnologie sono fatte per l’uomo e per il mondo, non l’uomo e il mondo per le scienze e le tecnologie. Esse siano al servizio di una vita dignitosa e sana per tutti, nel presente e nel futuro, e rendano la nostra casa comune più abitabile e solidale, più curata e custodita».

Se da un lato è evidente dunque che il compito del Comitato risulta essere senz’altro gravoso, urge allo stesso tempo anche asserire che trovare punti comuni tra scienziati, tecnologi, imprenditori e rappresentanti delle Istituzioni risulterebbe essere meno difficile, arduo, faticoso, pesante e problematico laddove la persona venisse posta sempre come parametro delle scelte da compiere. I tempi si sono accorciati, le esigenze variano, gli interessi si moltiplicano eppure il “luogo d’incontro” dovrebbe essere quello di sempre.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

content_copyCategorized under