VICENDA DJ FABO: LA STRUMENTALIZZAZIONE DI UN DRAMMA UMANO

VICENDA DJ FABO: LA STRUMENTALIZZAZIONE DI UN DRAMMA UMANO

access_time 2 anni ago

Di Samuel Pisani – Bioeticista

Richiesta di aiuto o tentativo di fare pressioni sulla proposta di legge sul “testamento biologico”? 

L’immagine sopra riportata e ideata a mo’ di manifesto elettorale con tanto di slogan e simbolo evocativo, la dice tutta sull’episodio sponsorizzato da numerosi media lo scorso 19 gennaio 2017 riguardante l’appello fatto da Fabiano Antoniani, colpito da una tragica sorte, di seguito riportato:

«Signor Presidente della Repubblica,

sono sempre stato un ragazzo molto vivace. Un po’ ribelle. Nella vita ho fatto di tutto: l’assicuratore, il geometra, il broker, ho lavorato per un team di moto hard, correvo anche in moto cross, ma la mia passione più grande è sempre stata la musica. Così divento Dj Fabo. Suonare per gli altri mi faceva felice, mi permetteva di sognare e dare un tocco magico alla mia vita. Mi trasferisco in India, dove in poco tempo iniziano a chiamarmi ovunque. Lì ho incontrato persone fantastiche e vissuto momenti indimenticabili. Tutto questo con una persona speciale, Valeria, la mia ragazza, che ora mi presta la voce per rivolgermi a Lei Signor Presidente, perchè io faccio molta fatica a parlare.

Il 13 giugno 2014 sono diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente in macchina. Non ho perso subito la speranza però. In questi anni ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie. Purtroppo senza risultati. Da allora mi sento in gabbia. Non sono depresso, ma non vedo più e non mi muovo più. Da più di due anni sono bloccato a letto immerso in una notte senza fine. Vorrei poter scegliere di morire, senza soffrire, ma ho scoperto che ho bisogno di aiuto.

L’Associazione Luca Coscioni ha depositato in Parlamento una proposta di legge per legalizzare l’eutanasia, ma sono passati più di tre anni e non è stato deciso ancora niente.

Signor Presidente, sappiamo che non spetta a Lei approvare le leggi. Le chiediamo però di intervenire affinché una decisione sia presa. Per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine».

Il tutto si chiude con un fioco e debole: «Grazie Sergio».

Coincidenza? Combinazione? Casualità? Cause fortuite? Sta di fatto che dieci anni dopo il caso Welby, un tempo co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, e a soli dieci giorni dall’approdo della proposta di legge sulle DAT (Dichiarazioni Anticipate di Trattamento) in Camera dei Deputati presentata dalla stessa associazione, di cui è stata attualmente rinviata la discussione almeno al 20 febbraio 2017 a causa di 288 emendamenti ammessi a fronte dei 3.200 presentati, spunta la “vicenda Dj Fabo” che, ancora fatalità, si è rivolto alla medesima per farsi promotrice del suo personale appello.

È orribile pensare di poter strumentalizzare una drammatica vicenda, corredata da disperazione, sofferenza, angoscia, strazio per raggiungere secondi fini. Eppure, sembra che l’obbiettivo sia quello di spostare l’attenzione dai contenuti di una proposta di legge che introdurrebbe di fatto l’eutanasia passiva ed il suicidio medicalmente assistito nel nostro sistema giuridico, all’argomento “eutanasia legale” intesa come possibilità di esprimere la propria libertà personale scegliendo di poter morire, ma con l’ausilio ed il supporto di terze persone, puntando per giunta tutto sulle emozioni delle persone col solo scopo di ricevere adesioni, alzare l’audience e perchè no, magari anche tentando di condizionare l’opinione pubblica imponendo inevitabilmente una forte pressione sulle scelte politiche e giuridiche di un paese che a breve dovrà discutere e agire riguardo tali tematiche.

 

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